San Benedetto continua la raccolta di firme per la soluzione del problema acqua a Porto d’Ascoli

SAN BENEDETTO – La petizione sull’ acqua potabile di Porto d’Ascoli non si ferma. Domani, domenica 19 maggio in P.za Salvo d’Acquisto (rotonda di Porto d’Ascoli) dalle 10 alle 19 e davanti alla Chiesa Cristo Re dalle 10 alle 12,30, i cittadini potranno ancora sottoscriverla. La petizione ha fatto il suo esordio il 1 maggio scorso con oltre 800 firme, arrivate poi a superare le mille unità nei giorni successivi mediante la collaborazione di diversi esercizi commerciali.

“La raccolta firme-dice Claudio Benigni, segretario del circolo di Porto d’Ascoli del Pd-è riuscita e perchè dal forte connotato civico e perchè sono davvero tanti i cittadini sambenedettesi che da anni stanno pagando questo disagio sociale ed economico. Nasce dalla necessitá di dare voce ai cittadini e nello stesso tempo di sensibilizzare gli organi preposti, poiché l’acqua che esce dai nostri rubinetti non invoglia di certo ad essere ingerita”.

“Finora  le risposte ottenute sono state inconsistenti e tese a minimizzare. Ci hanno risposto che basta “far scorrere l’acqua” come se questo possa migliorarne il sapore e l’odore, invitando pubblicamente i cittadini a “sprecare” una risorsa primaria qual’è l’acqua, e a pagarla per la terza volta dopo aver pagato il CIIP per lavarsi e le bottiglie di minerale per l’uso alimentare. Ci hanno anche detto che staremmo insinuando e generando dubbi, che staremmo contestando le analisi, che siamo visionari, che abbiamo tutti le autoclavi sporche ed altro ancora. No. Non è così”.

“Fin dal primo giorno-aggiunge Benigni- abbiamo sempre e in ogni luogo ribadito come un refrain, che a prescindere dalla potabilitá sanitaria, i cittadini sambenedettesi non vogliono più bere un acqua che è sgradevole nel sapore e nell’odore. Punto. Non c’é autoclave che tenga così come non abbiamo bisogno dei laboratori analisi… basta il gusto e l’olfatto per capirlo!  Il problema è reale, e siamo preoccupati perchè vista l’imminenza della stagione estiva, cresce il timore che il problema possa estendersi a tutta la città”.

“Si sa che l’emergenza ha il carattere della temporaneitá, che non può durare per tre anni ed è oramai chiaro a tutti che non può pagarla solo una parte del territorio. Siccome i cittadini sanbenedet- tesi non si sentono figli di un Dio minore lanciamo una proposta-provocazione al nostro Sindaco e a tutti gli Enti coinvolti”.

“Nel mentre si cercano nuove fonti alternative di acqua sorgiva, annuncino ad esempio che dalla prossima settimana l’acqua di pozzo verrà dirottata a rotazione nei vari comuni del territorio Piceno e non sempre e soltanto a San Benedetto. Sarebbe di giá un bel segnale-conclude Claudio Benigni-per dimostrare che sono attenti rispetto a disagi della cittadinanza”.

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