“San Benedetto è la mia casa”, il Palpa torna in Riviera e presenta il suo libro

SAN BENEDETTO – “Vivo a Pescara, ma San Benedetto è la mia casa”. Testi e musica di Roberto Palpacelli che ieri sera ha presentato il suo libro autobiografico scritto a quattro mani con il giornalista Federico Ferrero. Per il tennista tanti autografi e selfie e tanti amici all’ auditorium comunale Tebaldini. Presente anche il presidente regionale della Fit Emiliano Guzzo.

Presentato da Mimmo Minuto e dall’ assessore allo sport Pierluigi Tassotti (che ha raccontato un espiodio accaduto al torneo di Bagni di Lucca) il Palpa si è aperto al pubblico. “Non rinnego nè mi pento di nulla di ciò che ho fatto -ha detto- ed oggi sono orgoglio della mia famiglia e di mio figlio che mi hanno dato l’equilibrio che mi mancava. Sono uscito fuori dal tunnel con le mie forze e grazie ad alcuni amici dottori, primo fratutti Arnaldo. Mi era stata diagnositca una pancreatite acuta e mi era stato detto che se avessi continuato su qyella starda entro tre mesi sarei morto. Da li è partita la scossa per chiudere con tutto. Ora faccio avanti e indetro da Pescare per venire a San Benedetto ad allenare i ragazzi al Dopolavoro Ferroviario. Una vera e propria famiglia che mi ha accolto a braccia aperte. Addirittura c’è gente che mi viene a salutare al circolo prima di andare al lavoro. Sono felice”.

“Il Palpa, il più forte di tutti” è un viaggio all’inferno con biglietto di ritorno. Il talento cristallino che folgorò Paolo Bertolucci e Adriano Panatta (i due, nel 1986 tecnici federali, lo invitarono a far parte della squadra nazionale under 16, ma nel ritiro di Sciacca il Palpa ne combinò di tutti i colori e fu cacciato. E poi l’incontro con la droga, fino all’ingresso in comunità, dove rimase per tre anni. La prossima settimana in città arriverà anche una troupe del Tg2-Storie, che realizzerà un servizio a lui dedicato.

 

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