San Benedetto, il j’ accuse del Movimento Cinquestelle nei confronti della sanità locale

SAN BENEDETTO – Il Gruppo 5 Stelle di San Benedetto del Tronto punta l’ indice sulla sanità locale. E lo fa attraverso un comunicato stampache vriportiamo integralmente.

“Il Gruppo 5 Stelle di San Benedetto del Tronto avverte il dovere di informare i cittadini costantemente riguardo ciò che accade nei nostri nosocomi. Oramai la volontà di arraffare tutto e di dare ai privati anche l’impossibile sta dilagando! Forse ha ragione il Giudice Zagrebelsky, ormai siamo in una Oligarchia mascherata da Democrazia?

Mentre la procura indaga in merito ad assunzioni illecite – che, se confermate, caricherebbero sopra alle spalle dei cittadini un ulteriore danno economico di centinaia di milioni di euro – per le dirigenze sanitarie della nostra regione arriverà Babbo Natale! Verranno liquidate a suon di migliaia di euro i “premi di risultato” a dirigenti che da anni – come umili servitori dei politici di turno – hanno contribuito ad affossare la sanità Marchigiana. Premi di risultato raggiunti attraverso politiche distruttive sulle spalle di chi in sanità lavora tutti i giorni. Si spartiranno una torta pari a 200 mila euro di premio, mentre tolgono le piccole risorse economiche di chi lavora: dal mese di gennaio infatti, non vengono più pagate le ore di straordinario ad infermieri ed OSS dell’Area Vasta 5.

L’incapacità di chi gestisce la sanità delle Marche è ormai diventata cronica e strutturale! È di pochi giorni fa la segnalazione che ci arriva da parte dei medici e dal personale del dipartimento di emergenza di San Benedetto del Tronto dove l’ASUR Marche impone, senza nessuna formazione preventiva e senza porsi il problema dell’arrivo imminente della stagione estiva, un software di gestione dei pazienti afferenti in osservazione breve dal Pronto Soccorso. Dall’oggi al domani, il personale sanitario si è ritrovato a dover coordinare in un dipartimento che per antonomasia vive di celerità per le cure sui pazienti, un sistema di richieste esami che blocca gli operatori per ore, con la conseguente perdita di risorse, già all’osso, da dedicare alla cura dei pazienti.

I medici sono costretti a lavorare oltre l’orario per completare le pratiche burocratiche, senza nessun riconoscimento di risultato. Tra l’altro viene imposto al personale stesso, senza nessuna indennizzo, di restare in servizio pur avendo finito il proprio turno di lavoro, per “smaltire le file che si creeranno, soprattutto al Pronto Soccorso, nel periodo estivo”. Ma nella nostra area vasta  abbiamo già battuto l’ennesimo un record: 18 ore di attesa per un paziente afferente al pronto soccorso! Alla faccia del premio di risultato! Questi sono i “loro” risultati! Quelli che devono riportare a tutti i costi! Il diktat sul software di gestione dei pazienti viene addirittura gestito attraverso la solita e gelida determina e senza nessun confronto con i diretti interessati.  Perché l’ipotesi più accreditata è proprio questa: le dirigenze fissano i loro obiettivi sulla pelle di chi lavora e di chi ha bisogno di essere curato da dietro una scrivania, senza minimamente preoccuparsi del disagio e dei rallentamenti che tutto questo provoca.

Nel frattempo vengono aumentate le risorse da destinare alle cliniche private, difatti è in corso la discussione sulla proposta di Legge Regionale 145 che intende affidare d’imperio parti significative – naturalmente quelle più remunerative – della sanità pubblica alla gestione privata, fregandosene altamente dei principi dettati dal 9 bis.

Il quadro che ci mostra questa fotografia è devastante. Le risorse del personale che vive in prima linea dei reparti è ridotta ai minimi termini mentre si riempiono le pance delle dirigenze con lauti compensi fuori busta. La voce “pazienti” e “diritto alle cure” non rientra in alcun modo negli obiettivi di produttività di chi dirige la sanità regionale.

Il gioco distruttivo di questa politica sanitaria regionale – completamente fallimentare – sembra proprio quello di devastare tutto prima di lasciare la poltrona nelle prossime elezioni regionali. É vergognoso vedere pazienti e personale al collasso mentre le risorse economiche – che contrariamente a quanto ci vogliono far credere ci sono – vengono intercettate dall’alto per auto premiarsi senza conoscere minimamente cosa succede dentro i reparti”.

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