San Benedetto, il Movimento Cinquestelle all’ attacco: “Verificare il livello di ammoniaca nell’ ex Surgela e nell’ ex ditta Bollettini”

Il MeetUp 5 Stelle San Benedetto del Tronto, con il consigliere regionale Peppino Giorgini e il senatore Giorgio Fede, sollevano ancora una volta una problematica ambientale relativa al territorio di Porto d’Ascoli. Pochi Km quadrati in cui vengono ospitate attività che mettono a dura prova la pazienza dei residenti e a rischio la loro incolumità. Dopo lo stoccaggio del gas, la Piattaforma ecologica, il traffico e le polveri sottili, le alluvioni periodiche, la triturazione delle macerie del terremoto, “ci troviamo oggi -scrivono gli esponenti pentastellati -nella condizione di esigere la verifica immediata del livello di emergenza relativo alla presenza di ammoniaca nelle strutture sia dell’ex-Surgela che dell’ex Bollettini”.

L’ammoniaca -prosegue la nota stampa -è un gas incolore, di odore pungente caratteristico, facilmente solubile anche in acqua sino al 33,1% del peso, a 20 °C; è esplosiva a concentrazioni in aria tra il 15% e il 28% in volume e, nel caso di innesco derivante da una sorgente di calore intensa, può reagire in maniera esplosiva a contatto con l’ossigeno; può espandersi per diversi km ed è corrosiva in presenza di umidità. L’ammoniaca può reagire ed esplodere anche a contatto con iodio, cloro, bromo, fluoro, ipocloriti ed acetaldeide; miscelata con minimi quantitativi di acqua, attacca rame, zinco e argento, nonché diverse leghe, specie quelle contenenti rame. Essa è inoltre un gas soffocante e irritante le cui vie di penetrazione nell’organismo umano possono essere inalazione, ingestione e contatto. Dal punto di vista tossicologico è un severo irritante degli occhi, dell’apparato respiratorio e della pelle; per concentrazioni di gas comprese tra 2.500 e 6.500 ppm si possono avere importanti fenomeni irritativi corneali, bronchiali, sintomatologie dispnoiche, dolori toracici, respiro sibilante, persino edemi polmonari che possono essere mortali: già nel 1927 con il Regio Decreto n.147 l’ammoniaca veniva inserita nell’elenco di gas tossici molto pericolosi”.

“L’uso comune di ammoniaca, sia in casa che in altri ambiti, prevede una estrema diluizione e con il corretto trattamento può essere facilmente riconvertita. Ma l’ammoniaca presente nel sito ex-Surgela non è quella per uso casalingo bensì dovrebbe essere Ammoniaca Anidra al 95%, che in questi tipi di impianti e stoccata ad una pressione di circa 13 Bar. Appare fondamentale pertanto appurare quante tonnellate siano ancora presenti nella struttura e in quale stato di conservazione.

Questi i maggiori timori su cui i Ciquestelle fondano il lor j’ accuse. “È necessario inoltre chiarire al più presto se tutti gli impianti siano stati completamente depressurizzati/vuotati tramite aspirazione con i compressori a vite e se l’ammoniaca sia stata recuperata dai raccoglitori di liquido, dai separatori di primo e secondo stadio, dai collettori principali e dagli evaporatori e condensatori. Augurandoci che queste operazioni siano state già effettuate, sottolineiamo che il solo raccoglitore di liquido, cioè la parte in pressione dell’impianto a valle del condensatore, poteva contenere dai 200 ai 300 quintali di ammoniaca.

Tenendo conto che nel 2012, l’esplosione di un tubo di ammoniaca in una piccola industria ittica grottammarese in disuso, ha forzato l’evacuazione in emergenza degli abitanti della zona, esprimiamo la nostra preoccupazione per il diverso (e maggiore) ordine di grandezza degli impianti presenti nella ex-Surgela e ex Bollettini“. I pericoli per la popolazione potenzialmente restano tanti, è necessario al più presto chiarire la situazione esistente e contestualmente accertarsi che sia disposta:

  1. la presenza di rilevatori per avvertire tempestivamente di eventuali fughe di ammoniaca;
  2. la verifica della compartimentazione dell’impianto allo scopo di limitare i danni in caso di incidente;
  3. la presenza di un sistema di abbattimento dell’ammoniaca in caso di perdita;
  4. il ripristino o la realizzazione di vasche di raccolta;
  5. la verifica della possibilità che in caso di incidente siano inquinate le acque di falda e la disposizione di opportune contromisure”.

“La dismissione della struttura -prosegue la nota stampa- sta avvenendo un polo alla volta (su 8 poli disponibili sembra ne siano stati ceduti 4) e i tempi di smantellamento appaiono estremamente lenti: la verifica della sicurezza di questi impianti spetta ai Vigili del Fuoco, al Genio Civile e alla ASL di riferimentoA loro chiediamo di muoversi con urgenza per verificare immediatamente se l’ammoniaca di questi impianti sia stata messa in sicurezza e in subordine che sia presa nella dovuta considerazione ogni altro punto espresso da questa comunicazione. La sicurezza della città e dei cittadini -concludono gli esponenti pentastellati- deve essere sopra ogni altra cosa”.

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