San Benedetto: inseguimento e spari in via Marsala, i due fuggitivi arrestati dalla Polizia a Grottammare

SAN BENEDETTO – Hanno cercato invano di rifugiarsi sul tetto i due latitanti che le Squadre Mobili di Fermo ed Ascoli cercavano dallo scorso 9 febbraio dopo il folle inseguimento terminato in via Marsala, a San Benedetto, con tanto di spari in aria per tentare di bloccarli. I due erano ricercati per tentato omicidio e lesioni personali aggravate.

Il blitz della polizia è scattato questa mattina intorno alle 7 a Grottammare dove i due fratelli, di nazionalità tunisina, rispettivamente di 44 e 30 anni, avevano trovato rifugio con la complicità di un italiano, proprietario della casa, denunciato assieme alla compagna rumena di uno dei due ricercati.

Tuttavia il tentativo di fuga è stato immediatamente stroncato e sono scattale le manette ai polsi dei due pericolosi pregiudicati, legati al mondo dello spaccio, ora reclusi nel carcere di Fermo.

La misura fa seguito alla simultanea attività di indagine condotta dalla Polizia di Stato dopo l’efferato fatto di sangue verificatosi a Torre di Palme il 31 gennaio di quest’anno, quando un cittadino di origine straniera veniva gravemente ferito da numerosi colpi d’arma da taglio inferti con una Katana, uno dei quali gli recideva l’arteria femorale tanto da procurargli un arresto cardiaco.

Il ferito veniva poi successivamente trasportato, date le sue gravissime condizioni, presso L’Ospedale “Le Torrette” di Ancona ove veniva rianimato e nella nottata sottoposto ad un delicato e lungo intervento chirurgico nel reparto di chirurgia d’urgenza.

Dei tre autori della spedizione, uno era stato subito fermato, a seguito del rocambolesco inseguimento in auto avvenuto tra i comuni di Grottammare e di San Benedetto del Tronto, e condotto in carcere presso il quale gli era stata notificata la misura cautelare.

Nella stessa circostanza gli altri due autori dell’aggressione erano riusciti a fuggire scavalcando la massicciata ferroviaria rendendosi irreperibili; tra i fuggitivi, uno era proprio il soggetto che aveva inferto il colpo che poteva causare la morte della vittima.

Immediatamente dopo il tentato omicidio, le Squadre Mobili hanno battuto a tappeto il territorio alla ricerca dei due autori dell’efferato delitto che avevano fatto perdere le proprie tracce, la fuga dei quali è stata coperta per giorni da alcuni soggetti che hanno anche diffuso notizie false sulla loro partenza per altre zone.

Le ricerche della Polizia di Stato si sono rivolte subito verso i confini dello Stato, interessando tutte le Zone della Polizia di frontiera, marittima, terrestre e aeroportuale, trasmettendo le fotografie dei due fuggitivi per la loro cattura nel caso avessero tentato di varcare i confini nazionali.

Tutte le Squadra Mobili della Repubblica sono state allertate perché i due soggetti erano stati identificati, in precedenza, in varie città del Nord e Centro Italia. Sono state analizzate le immagini degli impianti di videosorveglianza cittadina dei luoghi dove è avvenuto il gravissimo fatto di sangue, delle località dove la Polizia sapeva che potessero contare su amicizie per sottrarsi alla giustizia; centinaia di ore di immagini analizzate.

Sono state sottoposte a verifica tutte le segnalazioni di cittadini che riferivano di aver visto i due latitanti passare presso una stazione ferroviaria, in un esercizio pubblico, per una strada, ma senza risultati positivi.

La località di Lido Tre Archi, costantemente controllata dalle forze dell’ordine e nella quale avevano spesso trovato riparo, non poteva essere per loro più un luogo sicuro. Ma il personale delle due Squadre Mobili non si è mai perso d’animo.

La perfetta sinergia operativa con la Squadra Mobile di Ascoli Piceno, i controlli costanti e le mirate tecniche investigative, hanno consentito di focalizzare dapprima il comune di Grottammare, dove si erano nascosti e successivamente anche il palazzo dove avevano trovato rifugio nella vana attesa che la Polizia di Stato si arrendesse e potessero allontanarsi dal territorio marchigiano tentando di espatriare.

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