San Benedetto: ludopatia, degrado, cultura e movida, l’opposizione attacca duramente l’amministrazione Piunti

SAN BENEDETTO – Minoranza all’ attacco dell’ amministrazione Piunti. In primis la lotta alla ludopatia poi tutto il resto. E il consigliere comunale Andrea Sanguigni a sollevare il caso iniziando da una ricostruzione storica. “Nel febbraio 2017- spiega- la Regione Marche ha varato una legge che fissa determinati paletti per l’apertura di sale slot vietando la loro presenza in prossimità di luoghi c.d. “sensibili” come scuole, banche, chiese etc. Dopo la promulgazione di questa normativa, il consiglio comunale di San Benedetto, nella primavera dello stesso anno, votò all’unanimità una mozione per il contrasto alla ludopatia che, fra i punti, prevedeva anche l’adozione di un regolamento in tale che doveva recepire i dettami della normativa regionale. Oggi una circolare del Ministero dell’Interno datata 25 marzo 2018, stabilisce che e le Questure, che prima si occupavano di controllare solo i carichi penali di chi chiedeva di aprire una sala slot, adesso controlleranno se la legge regionale è concretamente rispettata”.

Il j’ accuse di Sanguigni continua così. “Da quando presentammo e votammo all’unanimità quella mozione –dice Andrea Sanguigni- si è fatto pochissimo. Ben sei i punti su cui verteva. Tra questi c’erano la prevenzione della ludopatia fra giovani e anziani, gli eventi di sensibilizzazione, l’ adozione di un regolamento sulle distanze dai luoghi sensibili, introduzione del marchio “No Slot” nei locali e la premialità, sconto sulle tasse per chi non ha nel proprio esercizio questi apparecchi. Ma a malapena è stato applicato solo ques’ultimo punto con una diminuzione della Tari. Inoltre dalla primavera 2017 hanno aperto altre sale slot che sono anche state sanzionate per irregolarità. E quindi come consiglieri di minoranza noi chiediamo che si faccia di più perché quello che finora è stato posto in essere non basta”.

Ed in che modo? “Con l’approvazione di un regolamento -rispondono all’ unisono i consiglieri di opposizione- che rafforzi le prescrizioni della legge regionale”. “Ed inoltre –aggiunge Tonino Capriotti– la L.R. n°3 del 2017 pone in capo ai Comuni la possibilità di prevedere nel proprio regolamento altri luoghi sensibili da cui le slot non possano essere installate oltre a scuole e banche,come ad esempio ogni luogo di aggregazione di minori e anziani. La normativa regionale prevede anche che il Comune possa dare dei limiti di orario a queste sale (10-13, 18-23). Limiti, già fissati da un’ordinanza del 2013 dell’ allora sindaco Gaspar, senza dimenticare l’ordinanza del 2015 sullo sconto sulla Tari ripresa dall’ assessore Olivieri. E quindi bisogna essere più incisivi ed assumersi responsabilità forti su un argomento così delicato come la ludopatia”.

Chiuso l’argomento ludopatia ecco il duro affondo dell’ opposizione alla giunta Piunti. Inizia il capogruppo del Partito Democratico Antimo Di Francesco. “Riscontro sempre più l’impressione –afferma che San Benedetto sia senza una guida ed si proceda in ordine sparso. Abbiamo un’amministrazione con poche idee e confuse in cui non solo si continuano a commettere errori ma non si rispettano neppure gli impegni presi. Nel consiglio comunale di insediamento, Piunti disse che il consiglio comunale avrebbe avuto una centralità nell’ azione amministrativa mozioni approvate all’ unanimità ed anche questo impegno non è stato rispettato. Senza dimenticare, poi, le risposte di Cava e dell’ assessore Olivieri sulla nostra richiesta di dimissioni assolutamente non convincenti. Mettiamoci anche i fondi persi per il porto, la questione autoscontro e quant’altro su cui si registra il silenzio assordante del sindaco Piunti. Ed infine la scorrettezza di prendersi i meriti  per il piano di riparto del porto che era in fase di progettazione già con la giunta Gaspari”.

Di Francesco punta anche l’indice sulla videosorveglianza ed il degrado cittadino. “Si va avanti a stralci senza seguire un progetto organico. Certo verrà potenziato il centro, ma sono necessari interventi importanti  e principali nei punti sensibili della città e cioè a nord e a sud di San Benedetto. Abbiamo fatto anche una ricognizione nei parchi giuochi e la situazione è pessima, senza parlare del decadimento culturale”. “Molti sambenedettesi –aggiunge Maria Rita Morganti del Pd- va ad Ascoli per eventi promossi dal capoluogo. Nella nostra città c’è un deserto culturale ed una totale noncuranza verso  l’aggregazione giovanile e sociale. Senza dimenticare il possibile spostamento delle giostre nella “piazza rossa” in zona Agraria. I cittadini sono molto arrabbiati perché si martirizzerà ancora di più questo quartiere”.

Durissimo l’intervento di Giorgio De Vecchis. “Siamo di fronte ad un’ amministrazione imbelle, incapace e goffa –tuona il consigliere di Orgoglio Sambenedettese – che no promulga alcun atto importante né amministra. Si dovrebbero dimettere in gruppo perché sono incapaci. Non è una questione di singoli ma globale, sono il nulla. Se poi il Tar dovesse bocciare anche il project della piscina comunale, allora avranno raggiunto il top. Sarebbe l’ennesima conferma della loro incapacità di governare. Le commissioni non lavorano più ed ora ci convocano per i dehors. Vengono anche presi in giro dalla loro macchina burocratica. Dopo mesi è stato finalmente pubblicato il decreto dirigenziale per l’assegnazione dei lavori sul sistema di videosorveglianza. San Benedetto ha bisogno di essere governata perché è il più importante agglomerato urbano del sud delle Marche. Piunti è ora che dopo le tante foto fatte, vada finalmente a casa”.

“Non c’è  una cosa fatta- ci mette il carico da undici anche il consigliere di Leu Flavia Mandrelli–  che si possa dire che vada bene. La città è sporca ed in tal senso è da rivedere il rapporto con la Piceambiente. Senza dimenticare le strade dissestate e la scarsa illuminazione in alcune zone della città. Un’amministrazione incapace anche di svolgere l’ ordinaria amministrazione con Porto d’Ascoli che è completamente dimenticata”.

Fabrizio Capriotti, segretario comunale dell’ Udc, chiude così, puntando l’indice sulla movida in centro. “L’ amministrazione comunale non si è ancora resa conto su come si è modificata la vita dei giovani. Il centro si riempie di gente da mezzanotte alle tre del mattino, prima, in giro, non c’è nessuno.  Le telecamere non bastano, il problema movida deve essere affrontato diversamente e cioè attraverso degli studi sociali”.

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