San Benedetto, riaprono le scuole il sindaco Piunti e l’assessore Ruggieri salutano professori e studenti

SAN BENEDETTO – Domani riaprono le scuole di ogni ordine e grado a San Benedetto. Al personale docente e non docente, agli studenti rivieraschi arriva il saluto del sindaco Pasqualino Piunti e dell’ assessore alla cultura Annalisa Ruggieri.

“L’avvio di questo anno scolastico anche nelle Marche rappresenta un punto di svolta anche nella vita della comunità sambenedettese. La ripartenza di una macchina organizzativa complessa come quella della scuola è infatti è indice essenziale del riavvio dell’intera “macchina delle relazioni sociali”.

La riapertura dei negozi, poi delle attività di ristorazione e dei presidi culturali e sportivi, la stagione turistica dall’eccellente andamento hanno sicuramente veicolato un messaggio importante per infondere fiducia dopo tanti mesi di restrizioni e privazioni.

Ma vedere il mondo della scuola riprendere a funzionare a pieno regime, impegnando contemporaneamente milioni di persone tra personale e studenti, tante istituzioni ad ogni livello, fornitori di servizi, restituisce l’immagine potente di una società che, grazie ai vaccini e alle misure di prevenzione del contagio, inizia a ricostituire i suoi fondamenti minati dalla pandemia.

Consapevole dell’importanza di questo appuntamento, l’Amministrazione comunale ha dedicato risorse rilevanti, nei mesi estivi, per far sì che le condizioni di questa ripartenza fossero adeguate. In coordinamento con le dirigenze scolastiche, ci siamo dedicati a lavori di manutenzione degli edifici, a mettere a punto le procedure più rigorose per assicurare la massima sicurezza anche sugli scuolabus, a migliorare i menu delle mense per venire incontro alle richieste delle famiglie salvaguardando l’aspetto nutrizionale dei pasti.

Agli alunni, agli studenti, al personale docente e non docente rivolgiamo il più caloroso “in bocca al lupo”: come fatto finora, saremo sempre al loro fianco, consapevoli che, mai come in questo momento storico, lavorare per una scuola che funziona, e quindi per garantire alle giovani generazioni il diritto allo studio e alla socialità, significhi lavorare per il futuro di ognuno”.

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