San Benedetto, una rete tra Comune e forze dell’ordine per regolare l’accoglienza dei minori

SAN BENEDETTO – Alla presenza dei rappresentanti locali di Polizia di Stato e Carabinieri e della Polizia Municipale si è tenuto questa mattina nella sala giunta del Comune di San Benedetto del Tronto un incontro per analizzare la problematica relativa al flusso continuo di minori (stranieri e no) non accompagnati  e concordare procedure di intervento rigorose alle quali i vari attori dovranno attenersi nel momento in cui si trovano ad affrontare queste situazioni.

Sono sempre molto frequenti, infatti, gli arrivi di minori stranieri non accompagnati in stato di abbandono oppure di minori fuggiti dalle comunità o ancora di minori non accompagnati “richiedenti protezione internazionale”.

La necessità di un confronto, sollevata dall’Assessorato alle Politiche Sociali, è stata condivisa dagli interlocutori, tutti d’accordo sulla necessità di definire un protocollo d’intesa che stabilisca con  precisione le modalità di intervento.

“È necessaria – sottolinea l’assessore Emanuela Carboni – la massima collaborazione di tutte le forze dell’ordine preposte, del Comune stesso, dell’Ambito Territoriale Sociale 21 al fine di porre in essere tutte le misure necessarie affinché da un lato venga garantita la massima tutela dei minori, ma dall’altro venga garantita anche la salvaguardia dell’attività comunale e del suo bilancio”. L’onere per l’accoglienza di questi minori ricade sul Comune in cui vengono fermati con gravi ripercussioni sugli equilibri finanziari.

Diverse sono le problematiche emerse in tale primo confronto, in primis l’esigenza dell’attivazione di un servizio in convenzione con una o più comunità locali affinché le stesse si facciano carico di un servizio di accoglienza “temporaneo” del minori (cosa di cui si occuperà l’Ambito Sociale 21) volto al reperimento di quante più informazioni sulla persona al fine di delineare la più efficace linea di intervento.

Dall’altro lato, proprio per tale attività è stato richiesto alle forze dell’ordine un approccio ancor più particolareggiato (identificazione dettagliata del minore,  verifica  della presenza di denuncia di scomparsa, verifica della presenza di eventuali parenti, ecc…).

Si è trattato di una prima riunione utile a creare una cosiddetta “rete” tra i soggetti interessati al tema, ormai ritenuta indispensabile. Il lavoro svolto dovrà portare alla sottoscrizione di un apposito protocollo d’intesa: perciò le parti approfondiranno per quanto di propria competenza il documento preliminare proposto dal Servizio Politiche Sociali per arrivare alla sottoscrizione di un documento condiviso e improntato alla massima operatività.

 

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