San Benedetto, Urbinati all’ attacco di Piunti: “Città a ferro e fuoco, il sindaco deve intervenire”

SAN BENEDETTO – Anche il consigliere regionale di Italia viva Fabio Urbinati interviene sui fatti di ieri sera della movida sambenedettese. E lo fa attraverso un comunicato stampa che riportiamo integralmente.

“Le notti come quella appena trascorsa, di schiamazzi, eccessi di alcol e purtroppo di danneggiamenti e violenza, non sono una novità a San Benedetto come non lo sono in altre città del nostro paese. Ma quello che è accaduto questa notte a San Benedetto era prevedibile, dopo 2 mesi di lockdown con discoteche e locali di intrattenimento ancora chiusi.

E quando qualcosa è prevedibile e chi ha l’autorità del potere di intervenire non ha né fatto né previsto nulla per evitare tali episodi, determina innegabilmente gravi responsabilità. Il sindaco Piunti si è contraddistinto nella sua funzione di vigile urbano aggiunto e di dispensatore di appelli. Altri suoi colleghi in altre città, hanno emesso ordinanze chiare e dettagliate per evitare proprio quello che è accaduto ieri sera.

Vorrei sommessamente ricordare a questa amministrazione che alcuni consiglieri che siedono oggi nell’emiciclo di viale De Gasperi e che in passato hanno sempre fatto battaglie senza quartiere alla movida molesta, come mai in questi anni in cui la situazione è sensibilmente peggiorata, stiano buoni senza proferire parola con un sindaco che dimostra di essere totalmente inadeguato in queste situazioni.

Mi auguro che già nella giornata di oggi venga emessa qualche ordinanza restrittiva, specialmente a supporto del grande lavoro che le forze dell’ordine  hanno sempre messo in campo. Così non va! Stamattina ho ricevuto chiamate da diversi cittadini e commercianti. Il Sindaco intervenga immediatamente!

Non possiamo più permettere a pochi sconsiderati di mettere a ferro e fuoco una città -conclude Urbinati- così oltre che danneggiare l’immagine di una comunità, danneggiamo la stragrande maggioranza dei ragazzi del nostro territorio che vivono queste bravate di alcuni loro coetanei con grande imbarazzo.

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