Si discute ad Ancona con l’Autorità Portuale il futuro del porto di San Benedetto. Le richieste degli operatori

SAN BENEDETTO – Si tiene questo pomeriggio ad Ancona un’importante riunione con il presidente dell’ Autorità Portuale che vedrà anche la partecipazione di tutti coloro che gravitano nell’ ambito del porto di San Benedetto. A partire dalla marineria (armatori e pescatori), per passare poi al Circolo Nautico Sambenedettese fino ad arrivare agli operatori della cantieristica, officine ed attività dell’ indotto. Diverse le problematiche, ma la più urgente riguarda il dragaggio del porto.

Mercoledì scorso le categorie interessate hanno inviato una lettera al presidente dell’ Autorità Portuale di Ancona e per conoscenza all’ assessore Filippo Olivieri e al Comandante della Capitaneria di Porto di San Benedetto Gennaro Pappacena.

“Da molti anni ormai -si legge- il porto di San Benedetto manifesta gravi criticità che ne compromettono la corretta operatività sia riguardo la marineria della pesca che l’ utenza diportistica del Circolo Nautico, nonchè la cantieristica e tutto l’indotto che basano le proprie attività nel Porto e per il Porto. Oltre al primario aspetto di sicurezza per la flottiglia, ci sono forti ricadute economiche negative sul diporto nautico i cui operatori non possono accogliere o organizzare eventi di regate con imbarcazioni a vela di dimensioni rilevanti.

Anche la cantieristica ed il relativo indotto, dopo gli investimenti effettuati negli anni scorsi si vedono costretti a rinunciare a possibili clienti del settore della pesca (anche provenienti da Croazia ed Albania), del settore del naviglio da lavoro o diportistico”.

Nella missiva, poi, si passa ad elencare le criticità che necessitano della massima urgenza. “BASSO FONDALE”. Da decenni non è garantita la quota di fondale (5 metri) indicata sulla documentazione tecnica ministeriale quale caratteristica del nostro porto. Abbiamo assistito infatti da moltissimi anni ad un costante e graduale insabbiamento dell’ intero bacino portuale che ora ha raggiunto uno stato tale da compromettere la SICUREZZA di gran parte della flottiglia.

In particolare l’ imboccatura ha una immersione intorno ai 3 metri,  tanto da indurre la Capitaneria ad emettere e mantenere ordinanze che evidenziano un canale di entrata sempre più stretto e meno profondo. E’ ormai consuetudine che le unità superiori ai 22 metri di lunghezza, caratterizzate da immersioni dai 2,8 ai 3,8 metri ed oltre, si trovino in difficoltà all’ uscita/entrata del porto per insabbiamenti che sempre più spesso si trasformano in veri incagli, con conseguente perdita di stabilità e di controllo della nave.

Accade spesso che altre unità debbano soccorrere rimorchiando che resta insabbiato ed impossibilitato a liberarsi con la propria propulsione. E’ facile comprendere l’estrema pericolosità di questa situazione soprattutto in caso di cattivo tempo e moto ondoso!

E’ doveroso ricordare che l’intervento di dragaggio di somma urgenza realizzato lo scorso abbi, per tipologia e modalità di esecuzione, ha dato uno scarso risultato e comunque di breve durata: le prime mareggiate avvenute dopo l’ escavo hanno ripristinato infatti la stessa condizione antecedente lo stesso.

In queste settimane abbiamo appreso dai responsabili del Comune, che è stata da poco completata e consegnata la “scheda di bacino”, documento essenziale per programmare il dragaggio del porto. Chiediamo, quindi, che ci si attivi immediatamente per un escavo di “somma urgenza” dell’ imboccatura con modalità più efficienti del precedente e che sia coerente ed omogeneo con un programma di dragaggio del Porto da iniziare entro questo anno”.

Queste le altre problematiche da risolvere. “ILLUMINAZIONE delle banchine e aree operative”. Nonostante gli interventi atti a rendere sufficientemente illuminate le banchine (ove si svolgono regolarmente le attività lavorativer notturne per lo sbarco del pescato), restano ancora importanti aree con una illuminazione del tutto inadeguata (vedi ad esempio la banchina all’ entrato del mercato ittico). Ciò è stato più volte da noi segnalato”.

Ed infine. “BANCHINE, BITTE ORMEGGIO e BOTTAZZI”. Nel 2015-2016 erano stati annunciati ed iniziati lavori rilevanti di manutenzione straordinaria delle banchine (incluso manto d’asfalti dell’ area portuale), rifacimento banchine, bottazzi, bitte ed anelli di ormeggio. I lavori sono iniziati ma dopo un anno il risultato sembra essere insufficiente rispetto alle apsettative prospettateci inizialmente (manto stradale non rifatto, bitte ed anelli insufficienti o inadeguate, bottazzi  non rwalizzati).

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