Stoccaggio gas all’ Agraria, l’ azienda francese Gdf Suez abbandona il progetto

SAN BENEDETTO – La Gdf Suez abbandona il progetto di stoccaggio gas San Benedetto del Tronto. La comunicazione viene direttamente dal comitato Salute e Ambiente nel Piceno. “Abbiamo appreso con soddisfazione dalla stampa – si legge in una nota stampa- che l’azienda francese Gdf Suez in possesso del 51% delle quote della joint venture mineraria nata nel 2008 con Gas Plus e Acea per la realizzazione del progetto stoccaggio Gas San Benedetto si è defilata proprio alle battute finali della procedura sulla quale abbiamo rilevato gravi incongruenze”.

“Le ragioni di questo clamoroso abbandono –aggiunge il comunicato -non sono state ancora specificate dall’azienda, ma sembra ovvio che l’ostilità dimostrata dal territorio al progetto possa essere una buona ragione. L’ opposizione del territorio al progetto in questi anni è sempre stata costantemente attiva e ha raggiunto il massimo della sua efficacia tra il 2015 e il 2016, con le delibere di contrarietà del Comune di San Benedetto del Tronto, dei Comuni limitrofi e quella più recente della Regione Marche. Ultimo elemento ma non meno importante, l’esposto penale promosso da Ambiente e Salute nel Piceno attraverso l’avv. Corrado Canafoglia dell’Unione Nazionale Consumatori, partita l’anno scorso e sottoscritto da migliaia di cittadini”.

Secondo il comitato, “nonostante che l’azienda più forte si sia ritirata, JV capitanata dalla Gas Plus srl chiede al Ministero dello Sviluppo Economico la modifica della titolarità della domanda di concessione dello stoccaggio gas, prevedendo un totale subentro di Gas Plus. Questo dimostra che esiste un forte interesse da parte di Gas Plus nel proseguire la realizzazione del progetto. Chiediamo che il Ministero rigetti questa nuova richiesta che non ha nessuna base per essere sostenuta perché sarebbe una follia, metterebbe nelle mani di una srl un impianto pericoloso di tale portata senza fornire le adeguate garanzie. In caso contrario –conclude il Comitato Salute e Ambiente nel Piceno- siamo pronti nel proseguire la nostra azione dentro le aule dei Tribunali Italiani e fino a quella della Corte Europea”.

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