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Tragedia sfiorata a Fermo: crolla tetto in un’aula del Montani, la denuncia della Rete degli Studenti Medi Marche e del Comitato Noisette

FERMO – Tragedia sfiorata sall’ Itis Montani di Fermo. Questa mattina alle 7, infatti,  è crollato il tetto dell’aula di un istituto tecnico dove un’ora dopo ci sarebbero stati circa trenta ragazzi e l’insegnante. COnsiderata l’ora non cisono stati feriti.

Secondo le prime informazioni, la causa del crollo nell’edificio sede del triennio sarebbe imputabile al cedimento di una capriata a causa di alcune infiltrazioni d’acqua. Si tratta,però, di una mera ipotesi tra cui c’è pure l’età dell’edificio poichè ilcrollo è avvenuto nella parte più antica.

Le operazioni di messa in sicurezza sono particolarmente complesse, perché la zona interessata dal crollo si trova a fianco delle puntellature della chiesa di Sant’Agostino, danneggiata dal terremoto del 2016. Le lezioni sono comunque in corso con gli studenti delle aule vicine a quella del crollo che sono stati spostati al piano inferiore.

Immediata la protesta-denuncia della Rete degli Studenti Medi Marche e del Comitato Noisette di Fermo. “Il fatto -scrivono i rappresentanti degli studenti- è avvenuto in un orario in cui nessuno era ancora presente a scuola: di conseguenza non ci sono stati feriti. Come riportato da più fonti, le cause del crollo potrebbero essere molteplici, e riguarderebbero il cedimento di una capriata dell’edificio, le infiltrazioni d’acqua nel tetto stesso, e il fatto che, l’ala interessata dall’accaduta, sarebbe la più antica dell’istituto. Per il momento però si tratta solo di ipotesi: sul luogo sono giunti i vigili del fuoco e i tecnici della provincia di Fermo per eseguire dei controlli e delle verifiche sull’edificio scolastico. Le lezioni sono poi iniziate regolarmente al suono della campanella, e gli studenti sono stati spostati nell’ala nord-est dell’edificio, mentre la via della scuola sarebbe stata chiusa per svolgere al meglio i sopralluoghi necessari. Sembra poi che sarà complesso dare il via alle operazioni di messa in sicurezza, poiché la zona dell’edificio interessata dal crollo si trova a fianco delle puntellature della chiesa di Sant’Agostino, chiesa già danneggiata dal sisma del 2016.

Il j’ accuse della Rete degli Studenti Medi Marche e del Comitato Noisette di Fermo prosegue così.”Contestiamo e denunciamo aspramente questo grave accaduto, che si va ad inserire tra gli innumerevoli casi di mancata gestione e messa a norma degli edifici scolastici nella nostra Regione e nel nostro Paese tutto. Come sindacato studentesco marchigiano e come studenti di Fermo raccogliamo da anni problematiche riguardanti le strutture in cui quotidianamente si svolgono le lezioni scolastiche. L’edilizia scolastica delle Marche infatti, non gode di buona salute, specialmente dopo gli eventi sismici che negli ultimi anni hanno riguardato in particolar modo alcuni territori provinciali. Nonostante ciò, eventi come quello di oggi tornano a dimostrare che le problematiche dell’edilizia scolastica marchigiana continuano a essere messe in secondo piano. Questioni che vengono sottovalutate a tal punto da rischiare in questo caso la tragedia, che avrebbe potuto riguardare gli studenti di quella classe o dell’Istituto più in generale. Ciò rappresenta una grave mancanza di responsabilità da parte delle istituzioni e delle autorità competenti, a cui di certo non si può rimediare avviando dei sopralluoghi solo oggi”.

Ed ancora. “Ciò che è accaduto questa mattina all’interno dell’Istituto Montani di Fermo -dichiara Sami Ghanmi, Coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi Marche- è estremamente grave, inaccettabile e pericoloso, dal momento in cui parliamo di una struttura frequentata quotidianamente da centinaia di studenti. Abbiamo più volte segnalato negli anni, alle istituzioni e alle autorità competenti, i problemi di edilizia scolastica di cui le nostre province e la nostra Regione soffrono. Abbiamo più volte messo in luce le segnalazioni degli studenti per far sì che questi fatti non passassero in sordina: eppure, sembra che si continui ad agire solo in base alle emergenzialità del momento, senza attuare dei piani strutturati. Nel caso dell’Itis Montani l’emergenza ha rischiato di trasformarsi in tragedia, a cui non si rimedia con dei sopralluoghi e una messa in sicurezza tardiva dell’edificio: dobbiamo aspettare dei morti prima di poter parlare di edilizia sicura?”.

“Come sindacato studentesco -conclude Ghanmi- ci auspichiamo che la messa in sicurezza dell’ala si svolga in tempi brevi e nel migliore dei modi, per far sì che eventi del genere non si ripetano ancora. Il crollo di un intera aula in un edificio scolastico e una sfiorata tragedia a pochi minuti dall’inizio delle lezioni devono segnare un cambio di rotta nell’attenzione e nei fondi da dedicare alla scuola, agli studenti e all’edilizia scolastica delle Marche”.

foto gentilmente concesse dalla Rete degli Studenti Medi Marche e dal Comitato Noisette di Fermo.

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