Trasferimento di Otorinolaringoiatria al Madonna del Soccorso, Urbinati risponde a Castelli: “Dall’ ex sindaco di Ascoli solo strumentalizzazioni per scopi elettorali”

SAN BENEDETTO – In merito al trasferimento del reparto di Otorinolaringoiatra dall’ospedale  Mazzoni di Ascoli Piceno al Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto, il capogruppo in Consiglio regionale, Fabio Urbinati, risponde alle accuse dell’ex sindaco della città delle Cento Torri, Guido Castelli. «Replico – precisa Urbinati – senza scadere ai livelli di Castelli, come sempre contraddistinto da un linguaggio politico volgare ed offensivo verso i suoi avversari politici. Io non scendo a tanto, non fa parte del mio stile non fa parte della mia storia. Dopotutto le radici politiche mie e di Castelli sono diametralmente opposte. Ed io vado fiero delle mie».

Il capogruppo parte dalla vicenda del trasferimento di Otorinolaringoiatra per poi illustrare la situazione della sanità del Piceno. «Ciò che propone Castelli – spiega Urbinati –un reparto diviso a metà tra i due presidi ospedalieri della provincia non è praticabile, perché sappiamo ormai da tempo, con tanto di argomentazioni di tecnici e medici, che reparti divisi non sono efficienti e non danno un buon servizio alla popolazione. Se non fosse così allora avremmo tutti i reparti divisi a metà.

È la logica stessa a suggerire che la cosa migliore da fare in questo momento storico sia il trasferimento di Otorino al Madonna del Soccorso. Ciò consentirebbe di abbattare nettamente le liste di attesa. Ma a Castelli questo certo non interessa. Non interessa migliorare i servizi per i cittadini, a meno che non si tratti, esclusivamente, dei cittadini di Ascoli, la sua città. Per questo metto in guardia la popolazione picena da Castelli, che aspira ad un ruolo nella politica regionale delle Marche: non fidatevi, perché questo signore non ha a cuore il benessere del territorio».

Dal caso specifico del reparto di Otorinolaringoiatra, al tema più generale della Sanità picena e del nuovo ospedale di primo livello, Urbinati incalza

«Il progetto di un ospedale di altissimo livello per tutto il Piceno è all’ordine del giorno della politica marchigiana da più di 15 anni, ma rivendico che l’attuale amministrazione regionale abbia avuto il merito di passare dalle parole ai fatti, mettendo sempre davanti ad ogni decisione gli interessi dei cittadini e solo dopo gli interessi dei partiti. Da parte dell’ex sindaco Castelli, invece, vedo solo una strenue difesa di interessi campanilistici. Legittima, ma totalmente strumentale e dannosa per i cittadini piceni. Questa, caro Guido, è l’unica cosa che è emersa dai tuoi interventi degli ultimi mesi. Un campanilismo che un amministratore, giustamente ambizioso come te, non dovrebbe avere.

È noto – continua Urbinati – che ti stai preparando ad una avventura politica che potrebbe portarti ad occuparti non solo della tua città ma anche di un territorio molto più vasto. Ed è proprio in virtù di questo che mi stupisce il tuo rivendicare e difendere tutti i reparti di eccellenza che oggi sono presenti al Mazzoni senza analizzare quella che è la genesi e la storia recente della Sanità del Sud delle Marche.

Parli di reparti che sono previsti in un ospedale di primo livello, perché, e questo lo prevede la legge, il Piceno ha un bacino d’utenza che può ospitare un solo ospedale di primo livello. Ti faccio presente, spinto dalla volontà di far venire a galla la verità, che la città di Ascoli da sola non ha un bacino d’utenza idoneo ad ospitare un ospedale di primo livello.

Allo stesso tempo, San Benedetto ed il resto della costa possiedono, innegabilmente, questa condizione. Ti sei mai chiesto perché, ancora oggi, molti reparti che dovrebbero stare a San Benedetto sono  localizzati ad Ascoli? Perché da San Benedetto fu portata via Neonatologia? lo me lo sono chiesto, tant’è che mi sono battuto, riuscendo nell’inteno, per trasferire di nuovo due unità di Neonatologia al Madonna del Soccorso, cosa che ha fatto incrementare del 30 per cento i parti in tutta la provincia ed oggi quello della Riviera è il terzo, se non il secondo, punto nascita delle Marche.

Vedi Guido – aggiunge ancora Urbinati –, si vocifera che tu voglia fare il presidente della Regione Marche. Ma sei convinto che questo atteggiamento così forte nella difesa di Ascoli ti farà guadagnare voti nel resto della provincia quando i cittadini sapranno tutta la verità? Tu affermi che nella mia città sono odiato, un leit motiv che i miei avversari politici intonano alla vigilia di ogni competizione elettorale, ma se fossi in te mi preoccuperei di più del consenso che pensi di riscuotere tu. E poi si vedrà.

Io parlo con i fatti alla mano: solo qualche anno fa hai proposto l’area di Campolungo, di proprietà del Comune di Ascoli ad 1 euro proprio per realizzarci l’ospedale unico? Com’è, allora andava bene? È ora che diciamo la verità: l’attuale Piano sanitario, tradotto dal linguaggio burocratico al linguaggio corrente, prevedeva un lento smantellamento del Madonna del Soccorso a favore del Mazzoni.

Una tendenza che è stata bloccata dal mio insediamento in Consiglio regionale e dall’insediamento della nuova Giunta che si appresta a votare il nuovo Piano sanitario. Ma io non ho mai fomentato la costa contro Ascoli, non ho mai aizzato i cittadini per farli scendere in piazza e chiedere un ospedale di primo livello a Monteprandone o a Grottammare, pur avendo la costa, come prima dimostrato, i numeri per fare certe rivendicazioni. Ho sempre lavorato, testa bassa, per migliorare i servizi ed applicare correttamente le indicazioni statali».

Urbinati guarda anche al passato, agli errori commessi dalle precedenti amministrazioni regionali rispetto alla gestione della Sanità picena e sottolinea.

«Non posso che formulare critiche politiche molto forti e puntuali a chi si è occupato della sanità del Piceno negli anni tra il 2005 e il 2015. Infatti 4 anni fa ci candidammo in totale discontinuità a quella politica sanitaria. Ora c’è spazio per riequilibrare tutto e per fare questo bisogna guardare soprattutto agli interessi delle future generazioni. Io non ho paura di metterci la faccia. Non ho paura di ricevere critiche.

Non mi lascio condizionare del consenso, perché devo fare solo ed esclusivamente gli interessi dei cittadini del mio territorio, e il mio territorio, caro Guido, è anche il tuo ed è non solo l’intero Piceno, ma tutte le Marche. Abbi rispetto per i cittadini tutti, poiché la sanità è di tutti e non solo di alcuni sindaci. Sappi che il mio pensiero non è rivolto alle prossime competizioni elettorali, il mio pensiero -conclude Urbinati- è rivolto ai nostri figli ed alle future generazioni perché il mondo della scienza sta cambiando e sta evolvendo ed io, come sempre, sto dalla parte della scienza e della conoscenza».

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