Concorso di Poesia

Trasferta di Teramo in dubbio, si attende la decisione del Gos. Terzo incontro Samb-studenti

SAN BENEDETTO – Si saprà solo mercoledì pomeriggio 29 marzo al termine della riunione del Gos presso la Questura di Teramo se i tifosi della Samb potranno seguire Pezzotti e compagni al Piano d’Accio. Eloquente al riguarda il comunicato stampa del club abruzzese. “Il Gruppo Operativo di Sicurezza analizzerà mercoledì 29 marzo, alle ore 12, presso la Questura di Teramo, le criticità dell’incontro Teramo – Sambenedettese, programmato per le ore 18:30 di sabato 1 aprile”.

Intanto questa mattina all’ auditorium Tebaldini si è tenuto il terzo incontro tra calciatori e dirigenti della Samb e gli studenti delle scuole medie rivierasche per il progetto “Il Calcio e le Ore di Lezione”. Erano presenti la classe 2^E delle Curzi, la 1^A delle Manzoni e la 1^A delle Sacconi, con i ragazzi che hanno interagito con il dirigente della Scuola Calcio e del Settore Giovanile rossoblù Pasqualino Provaroni, i calciatori Loris Damonte, Fabrizio Grillo, Davide Di Pasquale e Adolfo Andres Ovalle e allo SLO Pietro Bassi.

Proprio Bassi ha iniziato la “lezione” spiegando, ai piccoli studenti, la sua figura, un anello di raccordo tra la tifoseria ed il club, attraverso la quale si trovano i punti di contatto e si cercano di avviare iniziative. “Ieri, ad esempio, i tifosi della Reggiana – ha illustrato Pietro Bassi – nel piazzale antistante la Curva Sud, hanno pranzato insieme ai terremotati di Arquata, ospitati all’Hotel Relax, offrendo loro i prodotti locali dell’Emilia Romagna e regalando loro un momento di convivialità e di divertimento. E’ questo lo spirito che deve animare i tifosi, lasciando da parte la violenza e tutti gli altri aspetti negativi su cui si va spesso leva, tralasciando, invece quelli positivi come, per l’appunto, quello della solidarietà”.

Il terzino Fabrizio Grillo ha parlato del mestiere di calciatore. “Il calcio è divertimento e, come qualsiasi altro sport, deve dare una formazione. Noi siamo fortunati a fare questo mestiere e ancor di più ad aver vissuto un’infanzia divertente con la palla tra i piedi e con i compagni. Il tutto accompagnato dal rispetto delle regole e dalla propria passione che, non è detto, porti necessariamente ad un lavoro”.

Sul rispetto delle regole è intervenuto il centrocampista Loris Damonte che ha illustrato il concetto di FairPlay: “Sia sugli spalti che in campo bisogna sempre avere un atteggiamento positivo e non trascendere dalle regole sia nei confronti dei nostri compagni che degli avversari. Come avviene tra le tifoserie, così deve avvenire in campo contro i ragazzi delle squadre avversarie che incontriamo di domenica in domenica. Il tifoso deve fare il tifo per la propria squadra ed incitare i propri giocatori e non insultare. Allo stesso modo deve comportarsi il calciatore e cioè incitare i propri compagni ma mai andare oltre e sfocare nell’invettiva”.

“Rispettare le regole –gli ha fatto eco il difensore Davide Di Pasquale– è la cosa più importante all’interno di uno spogliatoio. In primis bisogna rispettare il proprio compagno, bisogna aiutarlo nei momenti di difficoltà. Il rispetto è uno dei valori più importanti che può insegnarti il calcio, sin da bambino, formandoti come giocatore e come uomo”.

A tal proposito è stato proiettato ai ragazzi il video della lettera di Roberto Baggio indirizzata ai giovani, a cui è seguito uno scrosciante applauso ed è stato spunto di riflessione da parte dei piccoli studenti. “Roberto Baggio è stata una leggenda del calcio – ha affermato un alunno – ed un calciatore importantissimo. Quello che dice nel video è bellissimo ed ha ragione a dare dei consigli a noi giovani che molto spesso li ignoriamo”.

Dopo un piccolo dibattito è stato proiettato il video dal titolo “Un calcio al razzismo”, atto ad affrontare il tema dell’integrazione: ragazzi di nazionalità diversa si passavano la palla per raggiungere un unico obiettivo, quello di segnare. “Nel video si parla di integrazione – interviene il dirigente Pasqualino Provaroni – , intesa come ragazzi che provengono da città diverse, nazioni diverse e noi abbiamo degli esempi nella Samb con, ad esempio, il qui presente Adolfo Ovalle. Ma si parla anche delle diversità, ovvero bambini e bambine che giocano insieme, senza alcun tipo di distinzione. Noi finora non abbiamo mai avuto una scuola calcio femminile a San Benedetto, ma, a partire da settembre ne avremo una anche noi, con bambine a partire dai 6 anni in su”.

“Episodi di razzismo –prosegue Provaroni- accadono sia nelle grandi che nelle piccole città. Sta nell’intelligenza dei genitori e dei dirigenti fare in modo che queste cose si spengano subito. Il bambino che recepisce gli insulti sta male e bisogna aiutarlo a fargli capire che è stato solo un gesto del momento. Molto spesso sono gli stessi genitori ad istigare questi atteggiamenti e le società devono intervenire sul genitore stesso”.

A prendere la parola, infine, è stato Adolfo Ovalle, il diretto interessato: “Fortunatamente –ha analizzato- io non sono mai stato vittimo di razzismo. Mi sono trovato molto bene qui in Italia, non ho mai avuto problemi. Nella squadra dove ho giocato in America, alla Real Salt Lake, eravamo 10 ragazzi di nazionalità non americana. Il mister ci parlava sempre di non badare al razzismo, ma di fare gruppo con i nostri compagni”.

Al termine della “lezione” i calciatori si sono concessi alle foto di rito e agli autografi con i piccoli alunni regalando loro un portachiavi della Samb. Il club del Riviera delle Palme ringrazia, infine, l’Assessorato allo Sport del Comune di San Benedetto, nelle persone di Pierluigi Tassotti ed Alessandro Amadio, per aver contribuito all’ottima riuscita dell’evento grazie alla messa a disposizione dell’ auditorium Tebaldini e del servizio scuolabus.

foto di Alberto Cicchini

Commenti

commenti

Articoli Correlati

In caricamento...

Lascia un commento