Ugl Provinciale – Comitato No Tassa Bonifica Valtronto Valdaso: “La nuova presidenza ricostruisca un buon rapporto con i cittadini”

ASCOLI PICENO – Dalla segreteria provinciale Ugl , Comitato No Tassa Bonifica Valtronto Valdaso, riceviamo e pubblichiamo integralmente.

“Il consorzio di bonifica Marche -si legge- avrebbe dovuto redigere il Piano Generale di Bonifica, delimitare i perimetri di intervento all’interno delle Marche, iniettarci sue risorse finanziarie, e poi chiedere un contributo ai soli immobili agricoli situati all’interno del perimetro di bonifica; ed il Piano Generale di Bonifica doveva essere approvato dal Consiglio Regionale Marche.

Il Consorzio di Bonifica Marche non ha redatto alcun Piano Generale di Bonifica né il Consiglio Regionale Marche ha approvato alcun piano generale di bonifica; ma ha messo una tassa generica sugli immobili agricoli, una autentica imposta sulla proprietà fondiaria. Le 800 sentenze della Commissione Tributaria di Ascoli Piceno, oggi Corte di Giustizia Tributaria, di annullamento delle cartelle dell’Agenzia delle Entrate e Riscossioni, ne sono la plastica dimostrazione.

D’altronde le drammatiche alluvioni recenti stanno lì a dimostrare che gli interveniti sul dissesto idro geologico e  cambiamenti climatici, intensi e con ingenti risorse finanziarie si fanno in capo allo Stato e sono urgenti, in ritardo ed irrinunciabili.

Con l’ avv. Netti regnando lo scontro con il Consorzio Bonifica  Marche è stato totale. Basta un esempio a dimostrare la protervia e l’accanimento del Consorzio Bonifica Marche sui cittadini. Tutte le zone terremotate dell’Ascolano, ad iniziare da Arquata e da Acquasanta Terme, le stesse zone rosse sono state inondate da cartelle esattoriali della Agenzia delle Entrate e Riscossioni per riscuotere forzatamente il contributo di bonifica; una irragionevole e blasfema determinazione su terre devastate dal terremoto e cittadini toccati da tragedie.

Adesso la nuova presidenza cambi rotta, tolga il balzello che di fatto è un’imposta illegittima sulla proprietà fondiaria e riporti il Consorzio di Bonifica Marche dentro gli argini normativamente corretti della sua funzione. I cittadini vigileranno. Non accetterebbero un’operazione gattopardesca di cambiare un Presidente senza cambiare nulla”.

 

 

 

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