Concorso di Poesia

Valentina Lisitsa l’engagée a San Benedetto del Tronto

di Alceo Lucidi

SAN BENEDETTO – Quando si dice che la musica è un linguaggio universale che va oltre preconcetti, steccati ideologici, barriere e confini fisici ed anche mentali. La musica vuole parlare a tutti con forza, educando al gusto estetico e, al tempo stesso, veicolando temi, ispirando emozioni, formando coscienze. La storia, per certi versi straordinaria, di Valentina Lisitsa, non differisce in nulla da questo senso di impegno profondo che la musica può – e deve a mio parere– veicolare.

Nata in Ucraina, enfant prodige, a tre anni inizia lo studio del pianoforte e, solo un anno dopo, è già in scena. Diplomata al Conservatorio di Kiev, dove conosce il marito, vive dal 1991 negli Stati Uniti, paese in cui ha iniziato la carriera concertistica che l’ha portata in tutto il mondo e, sovente, in Europa, mietendo successi e riconoscimenti. Fino all’esibizione nella storica Royal Albert Hall di Londra di fronte a 8000 persone, da cui è uscita una famosa registrazione per conto della casa discografica Decca ed una collaborazione tuttora prolifica. Correva l’anno 2012.

Molti i compositori trattati: Chopin (gli Studi), Rachmaninov (i Concerti 1 e 4 per pianoforte), i prediletti Beethoven e Brahms e ancora Liszt, Schumann (i pensosi Kindersetzen), Cajkovsij, Prokofiev, Nyman.

Chiedendo di non esibirsi in teatro, svestendo ogni abito da cerimonia, saltando “il rito” – come ebbe a dire la stessa pianista in un’intervista a Repubblica del 2 ottobre 2014 –, abbiamo felicemente ascoltato Valentina Lisitsa presso la chiesa pievana di San Benedetto Martire, nel Paese alto di San Benedetto del Tronto per un concerto di solidarietà a favore del Comune di Arquata, fortemente voluto dall’Amministrazione comunale ed organizzato dall’Istituto musicale “Vivaldi” – istituzione meritoria nel promuovere la cultura musicale a tutto tondo sul territorio – nella persona, in particolare, del suo presidente, il dott. Simone Cannelli, che ha contatto direttamente l’artista coinvolgendola nell’iniziativa.

La Lisitsa si offre al pubblico generosamente. D’altronde è una figura familiarizzata con il social (per lei “Youtube”, spazio mediatico in cui è presente da tempo con oltre 115.000 followers e 65 milioni di contatti in pochi anni), fortemente impegnata nel sociale a difesa delle libertà di stampa e di espressione, sovente calpestate – soprattutto, nel suo paese di origine, l’Ucraina, sconvolta dalla guerra civile –, in barba proprio a quell’articolo 19 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, più volte richiamato dall’artista.

Il programma della serata prevedeva due deliziose suonate di Domenico Scarlatti, compositore partenopeo pienamente inserito nello stile classicheggiante del Settecento, poi una Partita in Do Minore di Bach, all’origine del passaggio tra clavicembalo e pianoforte, reso con una freschezza di tono ed una brillantezza esecutiva davvero uniche. La prima parte si è chiusa con la famosa Appassionata di Beethoven, autore tra i più amati della Lisitsa. E si è visto. Precisa in tutto: nelle dinamiche, coloriture cromatiche, tenute di ritmo (tra le sinuosità melodiche vertiginose del tedesco). Davvero insuperabile nella restituzione di Ravel Gaspard del Nuit, composizione tutta giocata sulle dissonanze timbriche tipiche della musica del Novecento. Infine un delizioso Mussorgsky dai Quadri per un’esposizione chiudeva la selezione di alcuni magnifici esempi, per genere e stile, della letteratura pianistica di tutti i tempi.

Insomma, la musicista ucraina ha deliziato un pubblico attento e si è mostrata ancora una volta sensibile ai temi sociali. Artista dal cuore generoso, Valentina Listsia porta la musica tra la gente e la rende, per tanti versi, strumento di liberazione e riscatto.

Foto tratta da wikipedia

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