Il Venezia cala il tris al Riviera. Samb sempre più nel tunnel della crisi, rossoblù contestati. Fotogallery di Alberto Cicchini

SAN BENEDETTO – E sono tre le sconfitte consecutive della Samb come tre sono le reti che la corazzata Venezia ha rifilato alla derelitta navicella rossoblù (3-1 il risultato finale per i lagunari). Netto il divario tecnico tra le due squadre. E’ sembrato di vedere la classica lotta del gatto contro il topo. Da una parte la formazione di Pippo Inzaghi che ha dato dimostrazione di compattezza, organicità di squadra con individualità d’ eccellenza e di categoria superiore. Dall’ altra una Samb che con il 5-3-2 ha cercato in qualche modo, almeno nel primo tempo,  di opporsi alle iniziative degli ospiti. Sanderra ci ha provato a dare maggiore impenetrabilità alla difesa, anche rispolverando dall’ armadio Mattia che finora non aveva giocato nemmeno un minuto in questo campionato. L’ ex capitano della Lazio Primavera, ci ha messo tanta buona volontà ma sul terzo gol del Venezia l’indecisione sua e di Pezzotti si è rivelata determinante.

Ma non sta qui la questione. Forse i sette punti conquistati all’ inizio dell’ era Sanderra avevano illuso un po’ tutti. Anche dal mercato ci si aspettava l’arrivo di elementi che potessero fare compiere il classico salto di qualità ed invece così non è stato. Anzi sono approdati in rossoblù elementi a corto di preparazione (Bacinovic e Latorre) o spacciati per prima punta (Bernardo) quando posseggono ben altre caratteristiche. E quindi è naturale andare in crisi contro formazioni di maggiore caratura tecnica. Il 3-1 del Venezia ci sta tutto.

Il presidente Fedeli si è ancora lamentato per il fatto che la sua Samb non gioca. Ma gli interpreti, per la maggior parte sono sempre gli stessi di inizio stagione, con alcuni solisti “stonati”. E quindi è naturale che tutto il campionato dei rossoblù si ridimensiona. E bisogna entrare in questo ordine di idee. E cioè riuscire a conquistare prima possibile i punti per la salvezza. Il calendario non aiuta minimamente. Domenica prossima ecco la trasferta con il Sud Tirol e poi in rapida successione Bassano in casa, Feralpi Salò in trasferta e Reggiana al Riviera delle Palme. Una serie di gare da fare tremare i polsi.

Cosa prendere di buono dal match di questo pomeriggio? Poco o nulla. Forse solo il quattordicesimo centro stagionale di Leonardo Mancuso che si conferma capocannoniere del girone. Impiegato nel primo tempo come seconda punta dietro all’ impalpabile Bernardo, il bomber rossoblù, non ha particolarmente inciso. Mentre quando Sanderra dopo il 2-0 del Venezia è tornato al 4-3-3, il ritorno sulla fascia lo ha fatto entrare di più nel vivo del gioco. Su Mancuso anche il fallo che ha determinato il rigore  poi realizzato dallo stesso numero sette rossoblù. Samb che, comunque, si è lamentata per un altro penalty non concesso al 37’ st per un intervento di Zampano su Sorrentino. Il fatto, comunque, che il portiere del Venezia Facchin non abbia dovuto fare alcun intervento di rilievo la dice lunga sull’ inesistenza dei rossoblù in fase d’attacco. Anche perché contro due mastini come Domizzi e Modolo c’è ben poco da fare.

Insomma il tunnel della crisi si fa sempre più lungo. Ed alla fine è scattata la contestazione della tifoseria nei confronti della squadra e dell’allenatore. Spettacolare, comunque, è stata la scenografia allestita con il Riviera deelle Palme colorato da migliaia di bandierine rossoblù. Ricordato dalla curva nord anche Giovanni Rosati con lo striscione “La Classe Scivola, Giovà riposa in pace”. Un mazzo di fiori, invece, è stato deposto sul seggiolino della tribuna e sul posto in transenna solitamente occupato dall’imprenditore sambenedettese tragicamente scomparso.

Al fischio finale si sono vissuti momenti di tensione a seguito di un applauso del portiere del Venezia Facchin rivolto alla curva nord, male interpretato dai tifosi e dai rossoblù. A farne le spese il portiere di riserva pegorin e Malomo del Venezia, entrambi espulsi. L’estremo difensore lagunare ha poi spiegato ciò che è accaduto in sala stampa.

Fotogallery Alberto Cicchini

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