Vittoria netta del Porto d’Ascoli sul Grottammare

Grottammare, 28.1.2017

 

PORTO D’ASCOLI-GROTTAMMARE 3-0

Porto d’Ascoli: Reali, Leopardi (84’ Tarli), Cucco, Biancucci, Ciotti, Sensi, Iachini, Tedeschi (74’ Berardini), Pendenza, Nepa, Gabrielli (83’ Granito). All. Filippini

Grottammare: Beni, Valentini D., Gentile (46’ Carminucci), Gridelli, Gibbs, Di Antonio (48’ Avellino), Cocci (55’ Traini), De Cesare, De Panicis, Verdolini, Ludovisi. All. Morreale

Arbitro: Moretti di San Benedetto del Tronto

Marcatori: 18’ Biancucci; 39’ Pendenza; 82’ Pendenza

Ammoniti: 8’ Iachini (P); 76’ Verdolini (G)

Spettatori: 300 circa – Calci d’angolo: 5-4 per il Porto d’Ascoli

Recuperi: 0 minuti nel p.t.; 3 minuti nel s.t.

 

Dopo la domenica di riposo forzato, riprende il campionato di Eccellenza e lo fa con un derby dal sapore antico, pieno di ex, davanti ad una bella cornice di pubblico. Porto d’Ascoli e Grottammare si ritrovano di fronte per la 42ª volta in campionato e l’obiettivo dei padroni di casa è – oltre a proseguire nella rincorsa alla vetta –  quello di pareggiare i conti; infatti, nelle precedenti 41 sfide lo score parla di 13 vittorie del Grottammare, 16 pareggi e 12 successi dei portodascolani.

Mister Morreale presenta in campo Ludovisi fin dall’inizio, mentre l’ultimo arrivato, l’under Bruni (prima parte di stagione alla Sangiustese), si accomoda in panchina. Il bomber romano viene subito preso in consegna dai due centrali del Porto d’Ascoli (Ciotti e Sensi) che non lo molleranno un istante fino alla fine; mentre, dalla parte opposta, Pendenza è marcato a vista – spesso con licenza di fare quello che vuole – dai suoi guardiani. Nella lettura dell’incontro, una prima differenza sarà proprio questa; l’altra è la differenza di punti tra le due squadre che, purtroppo, si vede subito. I padroni di casa cominciano con l’acceleratore a tutta manetta mentre l’obiettivo di capitan De Cesare e soci è quello di non far giocare gli avversari, tentando ogni tanto qualche sortita in attacco: squadra molto guardinga, pressing sui portatori di palla e lanci lunghi dalla difesa per saltare il centrocampo, sperando che là davanti qualcosa succeda. Reggere così per 90 minuti è difficile già di per sé; l’impresa diventa poi ardua quando, al 18’, salta il banco. Dopo un quasi gol al 12’ (punizione dalla sinistra di Nepa, testa di Ciotti e miracolo di Beni; la successiva rete di Pendenza è annullata per off-side), dall’ennesimo svarione difensivo nasce il gol del vantaggio degli uomini di Filippini (anche il mister è un ex): Gentile si ritrova tra i piedi una palla “sporca”, invece di liberarsene immediatamente si intestardisce in un difficile dribbling nei confronti dell’ex Iachini, il quale gli ruba il cuoio, s’invola sulla fascia e dal fondo mette al centro un prezioso cross per l’accorrente Biancucci, un altro ex non seguito dal suo marcatore, che di testa ha gioco facile nel battere Beni. Ci si aspetta una reazione del Grottammare che di fatto non c’è; i biancocelesti (anche oggi in tenuta completamente gialla), ben controllati dal Porto d’Ascoli, sembrano demoralizzati, pronti a gettare la spugna prima del limite. Bisogna aspettare il 37’ per vedere il primo tiro nello specchio della porta di casa: punizione dai 30 metri, De Cesare tocca corto per il mancino Gibbs il cui tiro, rimbalzando poco prima della linea di porta, mette in difficoltà Reali che in due tempi salva in angolo. Un minuto dopo Verdolini allarga sulla sinistra all’occorrente De Panicis, il quale rientra sul destro e dal vertice dell’area di rigore tenta un tiro a giro che finisce di poco sul fondo. Il fuoco di paglia si spegne definitivamente al 39’. Partendo sempre dalla fascia destra, Leopardi triangola con Iachini saltando come un birillo Gentile, arriva sul fondo e mette al centro: questa volta è Pendenza, tutto solo in area (il suo marcatore dov’era?) ad appoggiare in rete di testa. Due gol in fotocopia a dimostrazione che sulla fascia destra, dove operava il funambolo Iachini, forse era meglio metterci un difensore puro e non Gentile che è più propenso ad attaccare che a difendere. Finisce così il primo tempo.

Nella ripresa, Morreale cerca di bloccare Iachini inserendo appunto Carminucci al posto di Gentile. Ma due minuti dopo è costretto ad operare un altro cambio e salta il “progetto”: il centrale Di Antonio ha un problema ad un ginocchio e viene sostituito dall’under Avellino, che si piazza a sinistra al posto di Carminucci con quest’ultimo che va a fare coppia con Gibbs al centro della difesa. Al 55’ si rivede in campo anche Traini, dopo l’infortunio subìto il 22 ottobre scorso contro il Fabriano Cerreto. Insomma, il Grottammare cerca di riaprire la partita, ma il Porto d’Ascoli è molto concentrato e non concede praticamente nulla. Anzi, con gli ospiti sbilanciati in avanti, va via spesso in contropiede e solo la foga di “strafare” spesso fa fallire ottime opportunità. Al 68’ arriva una ghiotta occasione per il Grottammare per riaprire la partita: Biancucci sbaglia un disimpegno, Verdolini si impossessa della palla a 25 metri dalla porta, vede Reali fuori dai pali e tenta il colpo a sorpresa ma la sua conclusione termina fuori. Dopo altri contropiedi falliti dai padroni di casa, all’82’ un disgraziato retropassaggio da metà campo di Verdolini al portiere innesca involontariamente Pendenza, lasciato solo dal suo marcatore, che non si fa pregare due volte e punisce per la terza volta l’incolpevole Beni. Da questo momento fino alla fine si aspetta il fischio di chiusura dell’ottimo arbitro Moretti, ben coadiuvato da Lanese di Fermo e Pace di Ancona ed aiutato, bisogna ammetterlo, dalla correttezza degli uomini in campo: se all’inizio la sua designazione ha fatto storcere la bocca a molti perché ritenuta inopportuna (è della sezione di San Benedetto del Tronto ed abita a Porto d’Ascoli), alla fine il ragazzo si può considerare promosso a pieni voti, a dimostrazione che attualmente è uno dei migliori arbitri marchigiani in circolazione. Gli auguriamo di cuore tutte le migliori fortune, con la speranza che possa ricalcare – e magari superare – la carriera di un altro fischietto di Porto d’Ascoli, Francesco Camozzi, che negli anni Sessanta arrivò ad arbitrare nella Serie B italiana e nelle massime divisioni di Grecia, Romania ed Ungheria (all’epoca si usava, tra le Federazioni, scambiarsi gli arbitri).

Chiudiamo, invece, con una nota di demerito: da sette anni la società del Porto d’Ascoli – ricalcando una tradizione in uso nello sport del rugby – organizza a fine partita, meritoriamente, il cosiddetto “Terzo Tempo” dove, davanti ad un buffet con pizzette, salumi e formaggi del territorio, si incontrano giocatori e dirigenti delle due squadre con i direttori di gara per stemperare le tensioni della partita. Beh, per la prima volta in tutti questi anni, l’incontro è riuscito a metà perché un esponente di spicco della società del Grottammare ha deciso di non far partecipare i propri giocatori (tranne due che, coraggiosamente, si sono rifiutati di ubbidire a questo assurdo diktat), mancando di rispetto a tutte quelle persone che volontariamente organizzano questa conviviale, sforzandosi a rendere il calcio più “umano”, soprattutto a livello dilettantistico. È lo stesso dirigente che un paio di mesi fa ci accusò di non scrivere che il Grottammare perdeva per colpa degli arbitri. È lo stesso dirigente che ogni tanto sugli spalti del “Pirani” si trasforma in becero ultrà ed insulta giocatori avversari e direttori di gara. Per l’onorabilità della centenaria storia del Grottammare, è bene che il resto della dirigenza biancoceleste prenda le distanze da questo soggetto, chiedendo magari scusa ai colleghi del Porto d’Ascoli per l’increscioso episodio.

 

COMMENTI

Stefano Filippini (Porto d’Ascoli)

Sono molto contento di questa meritata vittoria che è tornata, in casa, dopo oltre due mesi. La mia è una squadra che se ritrova l’entusiasmo sa esprimere il meglio di sé. Il campionato, davvero molto equilibrato, è ancora lungo e noi daremo tutto fino alla fine, prendendo quello che verrà.

 

Vincenzo Morreale (Grottammare)

Contro il Porto d’Ascoli di oggi c’era poco da fare, la squadra di Filippini ha meritato la vittoria anche se noi abbiamo regalato il primo ed il terzo gol. Se vogliamo salvarci, certi errori non si devono fare più. Abbiamo fatto un passo indietro rispetto alle ultime prestazioni, prendiamo quel poco di buono che siamo riusciti a fare e ripartiamo da lì.

 

Michele Rossi

 

Nella foto © di Enrico Tassotti, il bravo arbitro Massimiliano Moretti

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