Volontariato europeo, l’esperienza di Sara e Leah a Macerata

MACERATA – Youthquake, un “terremoto giovane” di energie, competenze, conoscenze portate da giovani volontari europei nel centro-Italia colpito dai terremoti dei 2016, un progetto del Corpo Europeo di Solidarietà per aiutarne la ricostruzione sociale e culturale. Oltre cento i giovani coinvolti che hanno deciso di svolgere il loro servizio in Italia nel triennio 2017-2020.

Tra questi Sara Toledo, 30 anni spagnola, e Leah Muehlich, 19 anni tedesco-spagnola, che hanno trascorso sei mesi a Macerata svolgendo il proprio servizio rispettivamente all’Anffas e Centro per Famiglie del Comune e alla Biblioteca Mozzi-Borgetti.

Le ragazze sono arrivate il 10 febbraio e ripartiranno il 31 agosto. Le mobilità sono state attivate all’interno del progetto Youthquake, coordinato dall’associazione ARCS, Arci Culture Solidali, con l’obiettivo di rivitalizzare le zone colpite dal terremoto. Il Comune di Macerata ha svolto il ruolo di Organizzazione di Accoglienza, coinvolgendo l’Anfass e la Biblioteca.

Completata la loro esperienza, a fine mese Sara e Leah lasceranno la città dove hanno trascorso un periodo non certo facile per il Covid-19, ma anche un tempo pieno di esperienze e di opportunità di crescita personale e professionale. Lo hanno raccontato in una pubblicazione Youthquake 2020 | Esperienze di Sara Toledo e Leah Muehlich, al momento disponibile on line, ma che il Comune ha intenzione di stampare per metterla a disposizione di chi è interessato a conoscere l’esperienza del volontariato europeo.

“La biblioteca Mozzi Borgetti è un posto bellissimo in cui ho svolto il mio servizio, immersa nell’archivio dei libri antichi e nelle nuove sale di lettura – afferma Leah – ho continuato questo lavoro anche durante il lockdown da casa, digitalizzando il vecchio inventario dei libri storici e guardando dalla finestra in lontananza lo skyline della biblioteca che mi mancava tanto.

Mentre eravamo chiusi a casa, con altri volontari europei ho organizzato delle lezioni di lingue online. Era sempre interessantissimo conoscere delle persone nuove e confrontarsi con le culture diverse. Perché questa è la cosa bella del volontariato europeo: poter approfittare della diversità culturale dell’Europa; aiutare la comunità con le competenze che si hanno da offrire ma anche crescere noi stessi e imparare qualcosa che ci aiuterà nella vita!”

“Sono molto grata alla città di Macerata perché qui credo di avere imparato e ricevuto molto: le risate, l’affetto, il prendersi cura l’uno dell’altro, la condivisione” racconta Sara nella pubblicazione. “Ho lavorato come volontaria all’Anffas e nel centro “Ci sono anch’io” del Comune, uno spazio di incontro e condivisione per adolescenti con vari tipi di disabilità. Quando si fa volontariato si prova a dare il meglio di sé, e quello che si riceve in cambio ci rende persone migliori

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