Coldiretti Marche: “Meno burocrazia con il Testo Unico sul Vino”

Coldiretti Marche: "Meno burocrazia con il Testo Unico sul Vino"

Burocrazia dimezzata con l’arrivo del Testo unico sul vino. Ad annunciarlo è la Coldiretti Marche dopo il via libera al provvedimento per tagliare del 50 per cento il tempo dedicato alle pratiche, che sottraggono oggi alle imprese almeno 100 giornate di lavoro per soddisfare le 4000 pagine di normativa che regolamentano il settore. Una novità importante, presentata al Vinitaly, che riprende le richieste di semplificazione avanzate da Coldiretti, riducendo gli oneri anche economici a carico delle imprese senza abbassare la soglia di garanzia qualitativa. Il Testo unico introduce un sistema di controlli virtuoso a vantaggio dei consumatori e nel rispetto del lavoro dei produttori basato su uno sportello unico degli adempimenti (attraverso il fascicolo aziendale) e verifiche a campione fondate sull’analisi dei rischi e rafforzati nella vigilanza sul mercato al consumo, che rappresenta da sempre l’anello debole del sistema. Ma le novità, evidenzia Coldiretti, vanno anche nella direzione di un rafforzamento e tutela del made in Italy. In primis, l’inserimento per legge del vino e dei territori viticoli nel patrimonio culturale gastronomico e paesaggistico italiano, ma anche l’indicazione obbligatoria dell’origine per l’aceto. Prevista anche una maggiore trasparenza delle informazioni relative alle importazioni, alle aziende sanzionate ed ai codici Icqrf di identificazione delle aziende produttrici/imbottigliatrici, spesso utilizzati in sostituzione delle denominazioni aziendali complete, oltre alla costituzione di uno sportello unico per favorire e sviluppare le esportazioni. Si tratta di un ulteriore passo in avanti dopo i primi cambiamenti positivi ottenuti con il DL “Campolibero” convertito in legge nell’agosto scorso che ha già portato delle importanti semplificazioni. Infatti per evitare duplicazioni e è stato già istituito il Registro unico dei controlli con inserimento anche delle attività svolte dagli organismi di certificazione e controllo, viene rivisto l’istituto della diffida con ampliamento dei casi di applicazione, si passerà ad una completa dematerializzazione dei registri di cantina, con semplificazioni a favore dei produttori fino a 1000 ettolitri e a chi trasforma esclusivamente le uve aziendali; è stato stabilito un esonero dalla tenuta dei registri per produttori fino a 50 ettolitri con annessa attività di vendita diretta e somministrazione.

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