DAL RECUPERO DALLA TOSSICODIPENDENZA ALLA PREVENZIONE DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO IN UN PROGETTO REGIONALE

DAL RECUPERO DELLA TOSSICODIPENDENZA ALLA PREVENZIONE DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO IN UN PROGETTO REGIONALE

Nelle Marche il recupero dalle dipendenze patologiche passa anche attraverso l’impegno concreto per la salvaguardia dell’ambiente. Se ne è parlato oggi in una conferenza stampa nella quale l’assessore regionale alle Politiche sociali, Luigi Viventi ha illustrato le finalità di una recente deliberazione che destina 340 mila euro ad un’azione di inclusione sociale, per ora della durata di un anno, in cui opereranno in collaborazione gli enti privati accreditati per il recupero di soggetti tossicodipendenti, il Consorzio di Bonifica delle Marche e l’Asur-Dipartimento per le Dipendenze patologiche. Si tratta di una serie di interventi che impegnerà nella pulizia degli argini di laghi, dighe e nella manutenzione dei fossi agricoli e stradali alcuni tossicodipendenti attualmente in cura nelle strutture di recupero. “Non è una formalità – ha affermato l’assessore – ringraziare il Consorzio di Bonifica e tutti gli addetti ai lavori che si sono resi disponibili. Il valore aggiunto di questa esperienza è infatti evidente, poiché inserisce le persone oggi svantaggiate nel circuito virtuoso di partecipazione alla soluzione di problemi drammaticamente attuali. Un modo per rendere concretamente produttive le risorse a disposizione – sempre più in riduzione – con interventi mirati e utili alla collettività intera. Per questo motivo auspico che tutto ciò possa essere considerato come un progetto pilota, una buona prassi da seguire in altri territori italiani e che possa diventare nel tempo una struttura consolidata.” A tale proposito il presidente del Consorzio di Bonifica , Claudio Netti, ha definito il provvedimento regionale “un modo di fare politiche sociali intelligenti, perché hanno il duplice obiettivo di inserimento socio-lavorativo di persone svantaggiate e utilità a fini generali. Anche per questo il Consorzio valuterà concretamente l’ipotesi di concorrere al finanziamento dei progetti perché possano non restare solo un esperimento. Questo tipo di interventi può realmente dare opportunità di occupazione a giovani che ancor più di altri trovano difficoltà nel mercato del lavoro. Un progetto che rientra tra le finalità istituzionali del Consorzio come la tutela ambientale nella gestione di un reticolo idrografico in tutto il territorio regionale di ben 20 mila chilometri.” Uguale apprezzamento è stato espresso dal coordinatore regionale degli enti privati per il recupero delle tossicodipendenze,Francesco Cicchi che ha evidenziato come “con interventi simili, mirati all’inserimento lavorativo, si esce dalla logica della medicalizzazione eccessiva di questi ragazzi, dalla cura solo sanitaria (e quindi con un risparmio di costi) per restituire, invece, una prospettiva concreta di recupero totale in seno alla società civile. “ I progetti presentati dagli enti entro il 31 gennaio 2015 dovranno prevedere la mappatura delle aree su cui si interviene, un adeguato training formativo per i soggetti svantaggiati individuati (a cui sarà riconosciuto un incentivo mensile di 400 euro), una o più figure di assistenza dell’ente accreditato e del Consorzio di Bonifica delle Marche, autorizzazioni, accordi formali o convenzioni tra le varie organizzazioni pubbliche e private coinvolte. La somma prevista in delibera sarà ripartita tra tutti gli enti, iscritti al relativo albo regionale, titolari di strutture residenziali e semiresidenziali, proporzionalmente al numero di posti letto accreditati e subordinatamente al concorso finanziario degli enti stessi nella misura minima del 20% del costo totale. “Vi è ormai un orientamento consolidato – ha concluso l’assessore Viventi – sulla positività e sulle proprietà terapeutiche e riabilitanti del lavoro, con particolare riferimento alle persone con dipendenze patologiche. I programmi di trattamento ergoterapici per soggetti in carico alle strutture residenziali e semiresidenziali, fondati su tirocini terapeutici lavorativi assistiti da un tutor, hanno mostrato negli anni una provata efficacia.” .

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