Fermo – Comunicazione ed educazione alimentare

Fermo - Comunicazione ed educazione alimentare

Il progetto di comunicazione ed educazione alimentare, finanziato con fondi regionali e rivolto alle Scuole Primarie è una prosecuzione di quello realizzato dalla provincia negli anni 2012-2103 e nasce dalla necessità di mettere a disposizione di giovani e adulti mezzi educativi opportuni per sapersi comportare in modo informato, consapevole e responsabile nei confronti del “mangiare”.
Apre così il Presidente della Provincia Fabrizio Cesetti: “E’ un progetto importante per l’a.s. 2014-2015 finanziato dalla regione quale formazione per i ragazzi delle scuole primarie e i loro insegnanti. Coinvolge sia l’Università di Camerino che provvederà alla formazione dei giovani che l’Asur per la formazione degli insegnanti che sono i formatori per eccellenza.”
9 isc e 17 plessi scolastici hanno aderito (6 isc e 10 plessi lo scorso anno) per più di 1000 soggetti coinvolti.
Visite alle fattorie didattiche, orti biologici, laboratori sensoriali, molteplici sono le attività legate all’educazione alimentare
“La comunicazione è fondamentale per una corretta educazione alimentare” – prosegue Cesetti – “attraverso l’alimentazione si insegna a crescere in modo sano. Chi cresce in modo sano sta bene fisicamente e psicologicamente. Le risorse investite in educazione alimentare faranno sicuramente risparmiare nella sfera sanitaria.”
E’ un momento di promozione del territorio e dei nostri prodotti alimentari, uno stimolo ai produttori stessi a fare bene per un Progetto che nasce e viene reiterato con sinergia tra Enti Provincia, Asur, Università, Istituti Scolastici.

La Provincia di Fermo con il Progetto esecutivo di comunicazione ed educazione alimentare si pone come obiettivo di far conoscere alla popolazione scolastica la realtà agricola locale, i prodotti tipici del territorio, l’agricoltura biologica, la stagionalità dei prodotti e il sistema agroalimentare biologico marchigiano.

E’ un progetto che tenta il recupero della tradizione” – prosegue il consigliere provinciale Massimo Silvestrini – “Ci si sta allontanando purtroppo dalla dieta mediterranea sostituendola con alimenti energetici ma poco nutritivi.
Dobbiamo aumentare il consumo di prodotti alimentari sani, soprattutto attraverso il ricorso alla filiera corta.”
Presente anche il prof. Felici per l’Università di Camerino: “Purtroppo sono poche le risorse finanziarie a disposizione delle scuole per investire in questo tipo di cultura. Ma il potenziale è altissimo perché investe le corrette fasce di età.
Sono purtroppo poche le risorse finanziare a disposizione della scuola che invece potenzialmente è un ente fondamentale perchè interessa le giuste fasce d’età. Puntiamo a far capire ai bimbi l’importanza dei prodotti locali. Con poche nozioni ben date puntiamo a far capire ai bimbi l’importanza dei prodotti locali. Un bimbo che percepisce la necessità di alimentarsi correttamente trasferisce la sua percezione all’interno della famiglia.”

Un progetto di prevenzione primaria lo definisce il prof. Vesprini, dirigente Asur, – per modificare gli stili di vita evitando le conseguenze di una scorretta alimentazione. “L’obesità infantile è un grosso problema: 1 bimbo su 3 ha eccesso ponderale che comporta disturbi della crescita importanti, soprattutto nella fase adolescenziale concretizzandosi in atteggiamenti anoressici e bulimici. Nella nostra area Vasta c’è un centro ambulatoriale dedicato seguito da dietista e psichiatra: quello che notiamo è che l’età si sta abbassando sempre di più e continua a colpire soprattutto le ragazze.

Presenti anche le Istituzioni Scolastiche e la professoressa Del Gobbo dell ‘ISC di MONTERUBBIANO interviene al riguardo:
“Educhiamo i bimbi a diventare cittadini da ogni punto di vista .
Abbiamo proposto frutta nelle scuole in orario dell’intervallo sostituendo merende esagerate con frutta in abbondanza a costo zero.
L’Isc Monterubbiano si trova nella zona agricola Valdaso e noto che i nostri ragazzi hanno abitudini più corrette. Purtroppo però va sottolineata anche una grossa disaffezione allo sport che è molto preoccupante.”
In programma anche laboratori sensoriali per rieducare i bimbi al GUSTO e riscoprire il tessuto emotivo legato al cibo.
Conclude Noris Rocchi del progetto “Chi Mangia la Foglia”:
“Un progetto deve avere uno scopo e produrre risultati. Abbiamo coinvolto tanti enti per dare più informazioni possibili e calare dagli esperti fino ai bambini tutte le opportune conoscenze.”

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