ASCOLI PICENO – Dietro ogni prodotto agricolo ci sono persone, lavoro, professionalità e diritti. E proprio dalla tutela di chi lavora nei campi passa una parte importante della qualità e della competitività dell’intero sistema agricolo. È questo il messaggio che ha attraversato il convegno “Lavoro agricolo, legalità e contrasto al caporalato – Prevenzione, controlli e tutela dei lavoratori”, che recentemente ha richiamato nella Sala De Carolis del Comune di Ascoli Piceno un pubblico numeroso e particolarmente attento.
Una sala gremita per tutta la mattinata ha dato la misura della sensibilità del territorio nei confronti di un fenomeno, quello del caporalato e dello sfruttamento lavorativo, che non riguarda soltanto la condizione dei singoli lavoratori, ma coinvolge la qualità delle imprese, la sicurezza, la legalità e la credibilità dell’intera filiera agricola.
Dalle ore 9.45 alle 13.30, istituzioni, professionisti, organi di vigilanza, organizzazioni sindacali, operatori e cittadini si sono confrontati su un obiettivo comune: prevenire lo sfruttamento, rafforzare i controlli e costruire un modello agricolo nel quale la dignità del lavoro sia parte integrante della qualità della produzione.
L’iniziativa è rientrata nelle azioni di informazione del CSR Marche 2023-2027 – Intervento SRH04 – Annualità 2024 ed è stata organizzata da Partners in Service Srl, PMI Innovativa, titolare del CEA Ambiente e Mare riconosciuto dalla Regione Marche, in collaborazione con Paolo Mattei, Segretario Generale UGL Agroalimentare, e Michael Stefania, Segretario Provinciale UGL Agroalimentare, con il patrocinio dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, UGL Agroalimentare Roma e Comune di Ascoli Piceno.
Il convegno ha rappresentato un’importante occasione di confronto sul fenomeno del caporalato e dello sfruttamento lavorativo in agricoltura, affrontandone le diverse manifestazioni e ponendo l’attenzione sulle situazioni di irregolarità e vulnerabilità che possono interessare i lavoratori.

Ai saluti e ai contributi istituzionali hanno preso parte, in collegamento da remoto, Claudio Durigon, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ed Enrico Rossi, Vicepresidente e Assessore all’Agricoltura della Regione Marche.
In presenza sono intervenuti Massimiliano Brugni, Vicesindaco di Ascoli Piceno e Assessore ai Servizi Sociali, Michael Stefania, Segretario Provinciale UGL Agroalimentare Ascoli Piceno, e Barbara Zambuchini, referente di Partners in Service Srl.
I lavori sono stati coordinati da Andrea Maria Antonini, Presidente della II Commissione Agricoltura della Regione Marche.
Un confronto che ha messo attorno allo stesso tavolo competenze diverse, ma unite dalla necessità di affrontare il fenomeno con strumenti concreti e attraverso una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, organi di controllo, parti sociali e imprese.
Nel corso della mattinata sono intervenuti Eleonora Iacovoni, Direttrice generale PQA – Direzione generale per la Promozione della Qualità Agroalimentare del MASAF, in collegamento da remoto, con un contributo dedicato al lavoro stagionale nel settore agricolo; Giuseppina Natali, Direttrice dell’ITL di Ascoli Piceno-Fermo, e Lara Rampin, Direttrice della Direzione Provinciale INPS di Ascoli Piceno, che hanno approfondito il ruolo dell’Ispettorato del Lavoro e dell’INPS nella promozione del lavoro regolare in agricoltura.
Sono inoltre intervenuti gli ispettori Rossano Forlini e Francesca Ciarrocchi dell’ITL Ascoli Piceno-Fermo ed Emanuela Ambrosi ed Enrico Benvenga dell’INPS di Ascoli Piceno, che hanno affrontato i temi della prevenzione, della vigilanza e della legalità negli ambienti di lavoro del settore agricolo.
Hanno portato il proprio contributo anche Paolo Mattei, Segretario Generale UGL Agroalimentare Roma, e Stefano Crocetti, Capo Area Lavoro Coldiretti.
Dagli interventi è emersa con chiarezza la necessità di non limitare il contrasto al caporalato alla sola fase repressiva. Prevenzione, informazione, formazione, controlli, responsabilità delle imprese e tutela dei lavoratori devono procedere insieme.
Il contrasto allo sfruttamento richiede infatti una strategia complessiva e continuativa, capace di coinvolgere l’intera filiera agricola. Non è sufficiente intervenire quando l’irregolarità è già stata accertata: occorre creare le condizioni perché lo sfruttamento non trovi spazio.
Nel confronto è stata sottolineata anche la necessità di costruire un’agricoltura capace di coniugare competitività, qualità e legalità.
La valorizzazione delle produzioni e delle eccellenze agroalimentari non può essere separata dalla qualità del lavoro che le rende possibili. Dietro ogni prodotto deve esserci una filiera nella quale siano garantiti diritti, sicurezza, regolarità e rispetto della persona.
La legalità non è soltanto un obbligo normativo, ma una condizione indispensabile per costruire filiere solide, trasparenti e competitive. Un’agricoltura moderna non può considerare la dignità del lavoro un elemento secondario: deve farne uno dei propri principali valori.
Il convegno di Ascoli Piceno ha rafforzato un messaggio preciso: nessun risultato duraturo nella lotta al caporalato può essere raggiunto da un solo soggetto.
Serve una rete stabile tra istituzioni, organi di vigilanza, parti sociali, imprese e territorio. La prevenzione deve accompagnare i controlli; la repressione delle condotte illecite deve andare di pari passo con la diffusione della cultura della legalità; la tutela dei lavoratori deve diventare parte integrante di un modello agricolo moderno, responsabile e sostenibile.
Per questo l’incontro non è stato soltanto un momento di informazione, ma una vera occasione di responsabilizzazione collettiva.
Perché contrastare il caporalato significa molto più che reprimere un fenomeno illegale: significa difendere la dignità delle persone, sostenere le imprese che rispettano le regole e proteggere il valore economico e sociale dell’agricoltura.
La giornata ha lasciato un messaggio forte: non può esserci un’agricoltura di qualità se non c’è qualità nel lavoro.
Dignità, sicurezza e rispetto dei diritti non sono elementi accessori della produzione agricola. Sono le fondamenta sulle quali costruire un settore più solido, competitivo e sostenibile.
È dalla collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti che può nascere un sistema sempre più capace di prevenire lo sfruttamento, isolare l’illegalità e valorizzare chi ogni giorno lavora e produce nel rispetto delle regole.
Stefania Mezzina


