Norman Atlantic, tre i morti italiani, incertezza sul numero dei dispersi

Norman Atlantic, tre i morti italiani, incertezza sul numero dei dispersi

Salgono a 12 le vittime accertate della tragedia del Norman Atlantic, il traghetto partito da Patrasso andato in fiamme la notte di domenica a circa 20 miglia dalle coste albanesi sulla rotta Igoumenitsa-Ancona.
Alle 10 vittime del rogo, tra cui tre italiani, si sono aggiunte altre due morti, quelle di due marinai albanesi a bordo del rimorchiatore Illiria impegnato nelle operazioni di soccorso colpiti da una fune spezzatasi durante l’aggancio del traghetto.
Vittime italiane sarebbero tre camionisti partenopei, di cui due già riconosciuti dalle famiglie: si tratta di Carmine Balzano, Giovanni Rinaldi e Michele Liccardi, autotrasportatori per conto della Eurofish che hanno avuto l’ultimo contatto telefonico con il Presidente della loro azienda Pietro Avolio mentre a bordo di un gommone di salvataggio che però sembra essersi ribaltato portando alla morte per ipotermia i tre uomini.
Si teme anche per la sorte di un altro trasportatore di Messina, Giuseppe Mancuso, di cui non si hanno più notizie dopo un’ultima accorata telefonata al figlio in cui dichiarava di essere da solo a bordo di una scialuppa.
Intanto le cifre tra deceduti, salvati e dispersi non fanno molta chiarezza sulle conseguenze di questa terribile sventura: sarebbero 427 i messi in salvo, 10 le vittime per una lista che tra passeggeri ed equipaggio conta 478 persone. I dispersi sarebbero quindi 41 ma la situazione è più ingarbugliata perchè tra i salvati compaiono anche nomi non presenti nella lista imbarco. Sembra quindi si arrivi a 499 imbarcati.
Confermata dunque la presenza di clandestini, una decina di afghani tre dei quali a bordo della San Giorgio che ospita al momento 180 naufraghi ed è ancora nei pressi della Norman Atlantic anche se avrebbe dovuto raggiungere Brindisi già stamattina. Altri 39 naufraghi sono in procinto di sbarcare a Taranto(anzichè a Manfredonia) a bordo del mercantile Aby Jeannette che batte bandiera maltese anche se le cattive condizioni del meteo e del mare stanno rendendo più difficoltoso l’arrivo.
Tra chi è stato salvato direttamente dalla Marina Militare e chi è a bordo delle imbarcazioni che approderanno in Puglia sono 179 le persone “di cui non si conosce la sorte” – come ha dichiarato Giuseppe Volpe, procuratore della Repubblica di Bari nella conferenza stampa di stamattina – “speriamo quasi tutti imbarcati sui mercantili che hanno prestato soccorso diretti in Grecia”.
Il Norman Atlantic è in questo momento trainato verso Valona da un mezzo albanese seguito dai mezzi della famiglia Barretta che in qualità di ausiliario di Polizia Giudiziaria si occuperà del sequestro e della custodia giudiziale della nave. Il Comandante e l’armatore del traghetto andato in fiamme in una prima configurazione di reato sono indagati per naufragio ed omicidio plurimo colposi e sono tre le inchieste aperte da tre procure, Bari, Brindisi e Lecce. Una nave con tutti i requisiti e certificazioni atte ad operare, secondo l’armatore Carlo Visentini, con le “mancanze” riscontrate nell’ispezione del 19 dicembre risolte, compresa quella legata al malfunzionamento delle strutture atte a domare le fiamme.
Si susseguono intanto testimonianze di chi era a bordo: si racconta di uomini che strattonavano e malmenavano le donne per salire prima a bordo delle scialuppe di
salvataggio, si parla di una nave con troppi mezzi pesanti a bordo (128 mezzi, alcuni dei quali contenenti olio) che raschiavano in altezza il soffitto del garage da dove è partito il rogo che si è propagato velocemente rendendo ingovernabile la nave.

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